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lunedì 20 ottobre 2008

Teatro dell'Archivolto Reading Ammaniti



con Niccolò Ammaniti
e Antonio Manzini
e con Fabio De Luigi

Un reading/festival per celebrare l'opera letteraria di Niccolò Ammaniti; due serate tra teatro e happening dove alcuni artisti eccentrici e talentati (Fabio De Luigi, Luca Bizzari e Paolo Kessisoglu) accompagneranno in palcoscenico Ammaniti stesso e l'attore e scrittore Antonio Manzini per esplorare i racconti, le parole, le trame di uno dei più geniali e sorprendenti protagonisti della scena letteraria italiana. Una scrittura, quella di Ammaniti, che è stata più volte spunto e ispirazione per il cinema, il fumetto, la radio e che, riproposta sulla scena, rivela tutta la sua forza e la sua modernità; un po' pulp, un po' fantascienza, sempre e comunque in bilico tra paradosso e farsa tragica del quotidiano.

Niccolò Ammaniti è autore di racconti e romanzi tradotti in numerose lingue. Ricordiamo "Fango", "Ti prendo e ti porto via", "Io non ho paura" e "Come Dio comanda", Premio Strega nel 2007.

Che gran bella serata!!!

lunedì 26 maggio 2008

VINICIO CAPOSSELA



STORIE DI MARINAI, BALENE E PROFETI.

Un reading, un racconto, un concerto, un esperimento inedito fra letteratura, luogo, apparizioni, parole e note.
Un omaggio visionario alle storie legate al mare, ai suoi spettri, alla sua spaventevole immensità e alla sua maestosa forza evocatrice. Un musicista compositore che ama confrontarsi con le sfide e gli incroci di generi e culture, trasponendo in musica l'evocazione della letteratura per scavare nelle profondità del mare.
Apparizioni magiche, parole incantanti.
Uno spettacolo ondeggiante sull’acqua, come su di una tolda di nave, all'avvistamento di fantasmi in letteratura.
Affioreranno dalle onde suoni e canti da marinai e da balenieri, prediche, scricchiolii di fasciame, grida e altro, alternati alla visionarietà salmodiante del Vecchio Testamento.
Una baia a disposizione nel silenzio per lasciarsi attraversare dal brivido delle storie del mare scuro e spaventevole e del coraggio necessario ad affrontarlo.

Ringrazio Michela che mi ha regalato il cofanetto di Vinicio con libro dei testi e DVD.

Festival Andersen


Visti molti spettacoli e trovato in ognuno di questi una carezza alla vita che rinfresca la mente e la gioia di vivere.
Meno male che non ci sono solo persone che usano andare il ufficio e che amano il contatto, l'immagine della mente, l'emozione e il senso del regalare.

Lunga sarebbe la descrizione degli spettacoli visti, ma poco il tempo per scrivere di ognuno, lascio una descrizione trovata sul web e sottolineo lo spettacolo di Vinicio Capossela, Il Balletto Civile e Sky Prudution.

Dal 22 al 25 maggio 2008

Il Festival Andersen è fondato su due linee portanti: la narrazione orale ed il teatro di strada. Queste due forme di spettacolo si incrociano creando risultati inaspettati e di grande suggestione. Il Festival Andresen è il momento in cui si possono riunire bambini e adulti in un processo di mutua conoscenza che porta all’incontro del mondo delle favole con il mondo reale. Per chi ama questo tipo di eventi resterà estasiato dal programma di eventi e spettacoli previsti. Sestri Levante si rivela nelle sue due anime: quella del racconto nella baia del silenzio e quella del teatro di strada nell’affascinante baia delle favole.

Un programma ricco di appuntamenti, volti a celebrare la figura del grande favolista: spettacoli, incontri e narrazioni, fino a notte inoltrata. Un'offerta di spettacoli, che trasformeranno Sestri Levante in un grande e vivace teatro all’aperto godibile dal pubblico di ogni età.

Sito Ufficiale >>>

venerdì 7 marzo 2008

Into The Wild


Me ne ero dimenticato!!

Da cineblog:

Into The Wild di Sean Penn ha conquistato praticamente tutti. Sia per la regia, sia per la storia, sia per gli attori. La storia è tratta dal libro “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer, e racconta la vicenda di Christopher McCandless (Emile Hirsch) che sceglie di abbandonare la sua vita agiata e di partire verso l’ignoto, all’avventura. Pubblicato per la prima volta nel 1998, il libro di Krakauer è diventato una cosa rara nel nostro mondo urbanizzato, un ‘instant classic’ della letteratura degli spazi selvaggi. Il libro ha conquistato lettori di ogni estrazione e provenienza indagando sulla vita e la morte del ventiquattrenne Christopher McCandless, un giovane benestante che rinuncia ai suoi soldi e abbandona la sua identità per cercare il vero significato della libertà e della natura selvaggia, scomparendo all’interno di una terra estrema da cui non farà più ritorno.

Tutto l'articolo >>>


lunedì 25 febbraio 2008

Mondo senza fine: intervista a Ken Follett

Mondo senza fine di Ken Follett, sèguito dell’ormai classico I pilastri della terra, continua a spopolare in tutte le librerie d’Italia. BooksBlog vi propone la traduzione di un’intervista all’autore fatta qualche mese fa da Kelly Hewitt (qui la versione originale). Mondo senza fine riporta i lettori nella stessa ambientazione de I pilastri della terra, ma a distanza di duecento anni. E’ una sorta di sequel, ma secondo alcuni può essere letto anche come un’opera indipendente. E’ così? E quali luoghi, personaggi e temi del primo libro i suoi fans potranno ritrovare in quest’altro romanzo?Mondo senza fine è ambientato a Kingsbridge, la città immaginaria de I pilastri della terra. I lettori riconosceranno la cattedrale, naturalmente, e il vicino monastero, oltre al fiume e alle vie principali. Anche la vicina città di Shiring può risultare familiare, e la sede di Earl, Earlcastle. Questa storia è ambientata duecento anni dopo, per cui i personaggi sono completamente diversi. Però sono i discendenti dei protagonisti dei Pilastri, e talvolta mostrano caratteri ereditari che i lettori più attenti ricorderanno. […] Lei ha dipinto personaggi femminili molto forti in Mondo senza fine. Ho letto un’altra intervista in cui spiegava che nel periodo medievale le donne svolgevano ampiamente attività formali e ricoprivano ruoli di primo piano nel campo commerciale, religioso e amministrativo. A quel punto lo storico inglese che c’è in me ha esclamato: “esatto!” Quanto tempo ha impiegato a studiare la storia del XIV secolo? C’è una parte di questa storia che l’attrae particolarmente?
Sono appassionato di storia medievale da circa trent’anni. Principalmente m’interesso della costruzione delle grandi cattedrali - anche se quest’interesse mi ha portato a studiare molti altri aspetti della vita medievale, compreso, come ha osservato lei, il ruolo della donna nella società. Lei ha scritto romanzi storici ma anche molti thriller di successo. Che differenza passa - per uno scrittore - tra i due generi? Tornerà a scrivere thriller dopo Mondo senza fine?
Un thriller è come la fotografia di un gruppo di personaggi colti in un momento della loro vita in cui si trovano in grave pericolo. Un romanzo come Mondo senza fine invece racconta l’intera esistenza di ciascun personaggio principale, dall’infanzia fino alla vecchiaia. La differenza è che c’è molta più roba da inventare! Ha avvertito un po’ di nervosismo quando si è cominciato a parlare di Mondo senza fine come del più importante sequel dell’anno?
Certo, mentre scrivevo Mondo senza fine ero nerovso per via delle grandi aspettative del pubblico. Ma poi è piaciuto ad un numero sufficiente di persone, e questo ha calmato le mie paure. C’è un’altra epoca o un particolare personaggio storico su cui potrebbe scrivere?
Di sicuro tornerò alla seconda guerra mondiale. Guardando indietro nella storia, è ancora la guerra che più assomiglia all’eterna lotta tra bene e male. Ricomprende migliaia di episodi di vita reale ed eroismo capaci di ispirare scrittori come me. I suoi due grandi romanzi I pilastri della terra e Mondo senza fine vengono definiti “epici”. Pensa sia una definizione corretta?
“Epico” per me è un complimento!

Mondo senza fine.

Due secoli dopo I pilastri della terra...
Siamo nel lontano anno 1327. Il giorno dopo la ricorrenza di Halloween quattro bambini si allontanano da casa a Kingsbridge. Il gruppo, composto da un ladruncolo, un bulletto, un piccolo genio e una ragazzina dalle grandi ambizioni, assiste nella foresta, senza essere visto, alla scena sconvolgente dell’omicidio di due uomini. Una volta raggiunta la maturità, le vite di questi ragazzi saranno legate tra loro da amore, avidità, ambizione e vendetta.

Capiterà loro di vivere, volta a volta, momenti di prosperità e di carestia, episodi di malattia e anni di guerra. Dovranno fronteggiare la più terribile epidemia di tutti i tempi: la peste, ma su ciascuno di loro resterà per sempre l’ombra di quell’inspiegabile omicidio cui avevano assistito in quel fatidico giorno della loro infanzia. Diciassette anni di attesa. Milioni di lettori. Un fenomeno mondiale. Finalmente in libreria il magnifico seguito dei Pilastri della Terra.

La Veillée des Abysses


James Thierrée presenta:
La Veillée des Abysses
con Raphaëlle Boitel, Niklas Ek, Thiago Martins, James Thiérrée, Uma Ysamat.
suono di Thomas Delot.
luci di Jérôme Sabre.
costumi di Victoria Chaplin e Cidalia Da Costa.


L’avevamo lasciato al termine de “La Symphonie du hanneton”, il suo primo spettacolo, mentre James Thiérrée riuniva un “bestiario” fantastico attorno ad un banchetto di mostri e draghi....
La Veillée des Abysses comincia con l’evocazione della potenza di Eolo. Il vento soffia con grande forza. Sono in sei a lottare contro questo uragano che li seppellisce sotto un mare bianco e finisce per trascinarli al cuore di una “terra di mezzo”, attraversata dalla ruvida musica di Tom Waits che si mescola a quella di un concerto per contrabbasso creando magiche suggestioni. Lì, nulla rimane al suo posto, soprattutto il centro di gravità. Allora, tutto si ingarbuglia, gli oggetti si nascondono, si impongono, mostrano le loro leggi, si trasformano, mentre gli esseri umani si alzano in volo… Questa è solo una delle interpretazioni possibili de La Veillée des Abysses, ma migliaia di altre interpretazioni - quanti gli spettatori - sono possibili. Con rara capacità immaginativa, James Thiérrée celebra la gioiosa libertà che nasce dal matrimonio tra humour e poesia, mescolando le differenti tecniche circensi e teatrali. Uma Ysamat e Raphaëlle Boitel, già interpreti de “La Symphonie du hanneton” sono del gruppo, poi altri si aggiungono a loro: Thiago Martins, ballerino di capoeira, Gaëlle Bisellach-Roig, giocoliere e Niklas Ek, sorprendente ballerino e attore (fratello del grande coreografo Mats Ek). La sua compagnia è stata fondata, afferma James Thiérrée, per essere continuamente “in scena”. Ma, a dire il vero, James è dall’età di 4 anni che non lascia mai le scene. Cresce e viaggia infatti sempre a contatto con attori (lavora con i suoi genitori Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin nel loro spettacolo-mito “Le Cirque Invisible”) e, divenuto adulto, lo diviene lui stesso. Quindi, avendo sposato il teatro – una sorta di paese d’origine – ha voluto fare nascere e esistere il suo personale universo. Un mondo in continuo movimento, che sera dopo sera riscopre e trasporta gli spettatori in un luogo di sogno: “Come me, come tutti, quello che gli spettatori chiedono, quello di cui hanno bisogno è essere trasportati da qualche altra parte. Un luogo magico dove si ritrovino delle vaghe reminiscenze, delle storie dimenticate, delle visioni immaginifiche, dei ricordi ingarbugliati… Non so spiegare in modo chiaro come le idee mi vengano. Io parto dalla materia bruta, da fatti concreti, da gesti semplici. Lo spettacolo si compone un passo alla volta, si modifica da solo attraverso le diverse sue rappresentazioni. Tutto è costantemente in divenire. Chi pensa di costruire un’opera ad ogni istante si rende conto fino a che punto i suoi elementi fuggano dal completo controllo del creatore stesso. All’inizio, immagino una storia, poi insieme ai miei artisti ci lavoriamo sopra. Gli artisti sono acrobati, contorsionisti, musicisti; io ascolto i loro desideri. Insieme, noi ascoltiamo il pubblico e le loro reazioni. Non solamente le manifestazioni di gioia, gli applausi, ma anche il respiro di una sala. Ciò è essenziale per mantenere il ritmo, oltrepassare la performance, il puro numero circense, e arrivare all’umanità delle persone. Esprimere lo “scorrere della vita”, lasciare che il cuore si apra all’innocenza ritrovata delle emozioni e delle risa, lasciarsi guidare dall’incanto surrealista delle immagini. E, soprattutto, crederci.”

James Thierrée è uno dei tanti nipoti di Charlie Chaplin, e ha vissuto nel mondo del circo dall'età di quattro anni insieme ai suoi genitori : Victoria Chaplin e Jean-Baptiste Thierrée, creatori del Cirque Bonjour ( Circo Buongiorno ). Con la sua famiglia ha lavorato negli spettacoli Le Cirque imaginaire ( Il circo immaginario ) e Le Cirque invisible ( Il circo invisibile ), mentre da solo, sotto il tendone, ha presentato esercizi di acrobazie, trapezio e biciclette acrobatiche. In questo ambiente ha appreso l'arte della mimica, la magia, e la musica. Per la formazione di commediante ha studiato al Piccolo Teatro di Milano, all' Harvard Theatre School, al Conservatorio nazionale superiore d'arte drammatica di Parigi e all' Acting International francese. James, oltre ai suoi spettacoli personali di circo e di strada, ha lavorato, e lavora tuttora, anche in teatro e nel cinema, diretto tra l'altro da alcuni grandi registi: Peter Greenaway, Bob Wilson, Coline Serreau, Raul Ruiz e Benno Besson. Come lui, anche sua sorella, Aurelia Thierrée, lavora in teatro e con l'aiuto della loro madre ha creato visionari spettacoli, caratterizzati da magiche scenografie; tra questi il più popolare è L'oratorio di Aurelia. Nel 1998, J.Thierrée ha fondato la sua compagnia, La Compagnie du hanneton. Nel suo primo spettacolo, La Symphonie du hanneton, gioca e mischia varie arti espressive: travestimento, giocoleria, acrobazia, contorsione, danza, canto lirico, musica dal vivo. Uno spettacolo in continua trasformazione, dove il sapore circense si fonde con la poetica circolare della drammaturgia, che racconta simbolicamente la vita di un uomo o dell'uomo, attraverso i suoi incubi notturni, i suoi sogni surreali, gli incontri, le paure, le sfide; a volte in modo grottesco, buffo, a volte in modo romantico, per esempio volando leggero (accompagnato dalle note del suo violino) sopra un lampadario. Con questo spettacolo ha vinto diversi premi: un Adami nel 2005 e quattro Molière nel 2006 (spettacolo, scenografia e rivelazione teatrale per lui, costumi per sua madre Victoria Chaplin Thiérrée). Nel 2003, ha creato il suo secondo spettacolo, La Veillée des abysses (La veglia degli abissi). Nel 2007, è stato nominato al César del cinema 2007, come miglior interprete maschile, per Désaccord parfait (Disaccordo perfetto), e ha creato un altro spettacolo, Au revoir parapluie (Arrivederci ombrello), per il quale ha ottenuto un altro Molière. Attualmente vive a Parigi.


lunedì 4 febbraio 2008

Paolo Bonfanti Band al Muddy Waters

Mi ero dimenticato di recensire questa grande grandissima serata al Muddy Waters con PAOLO BONFANTI!!! GRANDISSIMI!!!

Da genovatune.net:

Tutti i venerdì sera è protagonista il blues con le migliori formazioni italiane ma anche con ospiti internazionali il jazz e la musica d’autore!Venerdi 11 gennaio alle ore 22.30 va in scena uno dei più grandi bluesman italiani, Paolo Bonfanti.


Paolo Bonfanti Band
Genovese, classe 1960, ha iniziato a suonare la chitarra nel 1975 con alle spalle studi di teoria musicale, armonia e pianoforte. Nell'estate 1986 ha seguito un corso al Berklee College of Music di Boston. E' laureato al D.A.M.S. di Bologna con una tesi sul Blues.
Dal 1985 al 1990 è stato il front man di uno dei gruppi più importanti della scena rock-blues italiana, Big Fat Mama, con cui ha inciso tre LPs (l'ultimo un doppio dal vivo), ha suonato nei principali club della penisola e nelle più importanti manifestazioni musicali (Milano Blues Festival, opening act per Johnny Winter; sempre a Milano opening act per Pogues, Stevie Ray Vaughan e Los Lobos; Rock Targato Italia trasmesso da Italia 1; Sanremo Blues trasmesso da RAI 1, ecc.) e collaborato con importanti musicisti italiani ed americani.
Con alcune leggende del British Blues, come il saxofonista Dick Heckstall-Smith (Colosseum, Alexis Korner, John Mayall), il batterista Mickey Waller (Jeff Beck, Ron Wood, Rod Stewart) ed il bassista Bob Brunning (Savoy Brown) ha formato il gruppo Downtown con il quale si è esibito in Italia ed all'estero.
L'attività concertistica è quindi continuata con la propria band (opening act per Holmes Bros., Stephen Bruton, Lucky Peterson, Son Seals, Dave Alvin ecc.; tournées con Dirk Hamilton, Fred James, Roscoe Shelton), da solista (opening act per John Hammond, James Cotton, Dirty Dozen Brass Band; collaborazione con David Essig), con Red Wine, uno dei più importanti gruppi bluegrass europei, con i quali ha collaborato anche in disco, con Beppe Gambetta (Lugano Blues to Bop con Steve Kaufman, trasmesso dalla Televisione Svizzera Italiana; tournée europea nell'estate 1992 con Gene Parsons, ex Byrds), con Fabio Treves in duo (opening act per Junior Wells al Torino Blues Festival, ZZ TOP a Milano) e con la Treves Blues Band. Sempre con Treves ha partecipato alle trasmissioni "Segnali di fumo" (Videomusic) e "Good Vibrations" (Tele +). La band si è esibita, nell'aprile 2001, al prestigioso "CHESTERFIELD CAFE'" di Parigi.
A ciò si sono affiancate un'intensa attività didattica, alcuni articoli e trascrizioni per riviste specializzate, la pubblicazione per la Bèrben di Ancona di un metodo per chitarra country-rock scritto a quattro mani con Beppe Gambetta e la produzione artistica per alcune rock-band italiane (The Groovers, La Rosa Tatuata).
Nel dicembre 1992 è stato pubblicato il primo CD da solista, "On My Backdoor, Someday", per Club de Musique Records, prodotto e mixato a Nashville da Fred James che appare come ospite con la moglie Mary Ann Brandon, Gene Parson e Fabio Treves. Del marzo 1994 è la partecipazione (unico musicista italiano) alla rassegna "South by Southwest" ad Austin, Texas, che precede di poco l'uscita di "The Cardinal Points", registrato in parte ad Austin, con Davis McLarty (Joe Ely), Jimmy Pettit (Joe Ely, John Campbell), David Grissom (Joe Ely, John Mellencamp), Michael Ramos (John Mellencamp, Bodeans) ed in parte in Italia, con David Essig, Fabio Treves, Piero Leveratto e naturalmente, la Paolo Bonfanti Band. A fine '96 è uscito "Tryin' to Keep the Whole Thing Rockin'", che testimonia il valore della Band nelle sue esibizioni dal vivo.
L'anno 2000 segna un nuovo capitolo discografico: "On the Outside", (disco consigliato "BUSCADERO" - aprile 2000) un altro lavoro intriso della solita passione viscerale per la musica degli U.S.A.; dal blues al roots-rock, dalla canzone d'autore al country e bluegrass, con la partecipazione, tra gli altri, di Red Wine e del grande songwriter Jono Manson. Gli spartiti dei brani di quest'ultimo CD sono raccolti in un volume, (a cura delle Edizioni Musicali La Contorsionista) che comprende anche alcune trascrizioni della parti più significative. Il brano "Sometimes", tratto dallo stesso CD, è stato incluso in una compilation insieme a brani dei maggiori musicisti blues di sempre.
Nel 2001 produzione artistica per il cd di Fabio Treves “Blues again”. Nel settembre 2002, tour U.S.A. con il gruppo blue grass RED WINE. Nel febbraio 2003 esce “Gamblers”, registrato in New Mexico, U.S.A., a quattro mani con JONO MANSON. Nel tour di presentazione (marzo 2003) JOHN POPPER, mitico armonicista dei BLUES TRAVELER, ha partecipato ad alcuni concerti.
Dopo il successo delle date di luglio 2002, un’altra tournée con il grande ROY ROGERS, chitarrista slide e produttore di John Lee Hooker.
Nel 2004 ancora una produzione artistica per il cd di Fabio Treves "Bluesfriends", che vede la partecipazione di ospiti quali Roy Rogers, Chuck Leavell, John Popper, Linda Gail Lewis e, con un inedito, il grande e compianto Mike Bloomfield.
Da un progetto di Reinhold Kohl, fotografo/bassista bolzanino, nasce SLOWFEET, una super-band che vede impegnati insieme con Paolo e Reinhold alcuni "mostri sacri" del rock italiano come Mauro Pagani, Franz Di Cioccio e Vittorio De Scalzi.

Line Up:
Paolo Bonfanti: chitarra-voce
Rosalba Grillo: basso
Alessandro Pelle: batteria

lunedì 28 gennaio 2008

Francesco Piu al Muddy Waters



Gran serata come ormai tutti i venerdì al Muddy Waters, chi non c'era si è perso un gran chitarrista e un gran bel sound!

Nato a Sassari il 12 giugno 1981, autodidatta, è considerato uno dei nuovi talenti della chitarra blues in Italia. La sua è una continua crescita e ricerca musicale, dai progetti prettamente elettrici sino al blues in chiave acustica. Dopo la vittoria nel 2003 del concorso “Blues From Sardinia” al Narcao Blues Festival con la sua band Blujuice, per Francesco si aprono nuove vie, nuove grandi esperienze, tra le quali è indimenticabile nel 2004, l’apertura dello show del mitico John Mayall, il padre del Blues Inglese, sempre a Narcao. E’ proprio dal 2004 che Francesco si presenta nella veste che predilige, solista di blues acustico nella formula "One Man Band". In club e teatri propone un repertorio che spazia dai classici di Robert Johnson al blues moderno di Keb’ Mo’ e Robben Ford, dallo swing di Horace Silver alla rivisitazione in chiave nera di brani firmati Neil Young e Jimi Hendrix, sino a brani originali la cui matrice è frutto dell’unione tra diversi stili sui quali egli si è evoluto, accompagnando la sua voce con chitarra acustica, dobro, armonica, banjo, lap steel, kazoo e in alcuni brani con un campionatore che in tempo reale registra e riproduce ciò che suona. Il suo progetto in chiave acustica parte dal rispetto per la tradizione del Delta Blues e si evolve in maniera molto personale in diversi ambiti della musica afroamericana, con l'ambizione di miscelare le origini del blues con la modernità ed il ritmo delle varie espressioni swing, soul, rock e funky, atmosfere che si respirano nell’album d’esordio “Blues Journey”, prodotto da Groove Company e presentato nel luglio 2007. Sono diversi i festivals che negli anni vedono il bluesman sardo protagonista. Ricordiamo, tra i più prestigiosi: “Narcao Blues Festival” a Narcao negli anni 2003, 2004, 2005, 2007, “Piacenza Jazz Fest” nel 2005, qui è indicato tra i primi 6 nuovi talenti del jazz italiano, “Acoustic Guitar International Meeting” a Sarzana nel maggio 2006, quale rappresentante dell’ A.D.G.P.A. italiana, “Migrazioni Blues” a Piacenza nel maggio 2006, “International Buskers Festival” a Pennabilli (PU) nel giugno 2006, “Lario Jazz & R’n’b Festival” sul lago di Como nel luglio 2006, “Musica sulle Bocche” a S. Teresa di Gallura nel luglio 2006, “Lodi Blues Festival - Winter Session” nel gennaio 2007, “Dal Mississipi al Po” a Piacenza nel maggio 2007, “Subiaco Rock & Blues Festival” a Subiaco nell'agosto 2007, “Lodi Blues Festival - Summer Session” nell'agosto 2007, "Dromos Festival" a Nurachi nel novembre 2007, "Out of the Blue's Festival" a Samedan (Svizzera) nel gennaio 2008, dove vince il concorso abbinato al festival. E’ su questi importanti palcoscenici che Francesco apre concerti per artisti di fama mondiale del calibro di John Mayall & The Bluesbreakers, The Derek Trucks Band, The Fabulous Thunderbirds, Otis Grand, Dirk Hamilton, Junior Watson, John Nemeth Band, Albie Donnelly, Tolo Marton Band, Ana Popovic, Bernard Allison e duetta con maestri quali Guy Davis, London Community Gospel Choir, Nerak Roth Patterson, Otis Grand, Sugar Blue, Gigi Cifarelli, Paolo Bonfanti, Ptah Brown e Fabio Treves. " ... una vera e propria forza della natura ..." - Guitar Club, febbraio 2007

martedì 11 dicembre 2007

25 foto... cogli l'attimo (fuggente)

Non si può dire che queste foto non colgano esattamente l'attimo giusto.



Tutta la gallery >>>

lunedì 10 dicembre 2007

Sugar Blue al Muddy Waters

Ottimo spettacolo quello che ho visto venerdì 7 dicembre al Muddy Waters Club.



Sugar Blue (James Whiting) nasce a Harlem. Cresce tra le note di Billie Holiday e James Brown, la sua prima armonica gli viene regalata a dieci anni ed impara a suonarla ascoltando il be-pop dei dischi jazz di famiglia: un approccio non prettamente blues allo strumento, che viene però ricondotto sui binari della tradizione con le prime esperienze in studio. . Il suo stile all'armonica è ormai personalissimo, in esso confluiscono fraseggi jazz, temi blues tradizionali, melodie drammatiche e momenti lirici di grande impatto. Sopra tutto questo si staglia sempre però il suo funambolico virtuosismo, insuperabile e sempre spinto oltre il limite comune.Vanta collaborazioni con artisti come Bob Dylan,Frank Zappa,Rolling Stones...di sicuro il migliore armonicista al mondo,un evento quasi unico per il Vallo di Diano... www.sugar-blue.com

venerdì 7 dicembre 2007

Ilaria Pastore al Monna Bianca


Ilaria Pastore cantautrice milanese, ama raccontare. Creare. Sotto forma di storie, altre volte in modo schietto, ma imponendo sempre una visione delle cose del tutto personale.

Parere personale? Bella serata e bella voce, presto metterò una photogallery della serata.

martedì 27 novembre 2007

No ma le donne non fanno ste cose

Mettevo un pò in ordine i file del mio hard disc ed è uscito questo "esilarante" video.

sabato 24 novembre 2007

Armando Corsi Live

La prefazione fatta prima al Muddy Water era proprio per dire che finalmente c'è buona musica nel Tigullio. Ieri sera, come ormai tutte le serate al Muddy (il venerdì musica blues, jazz e musica d'autore ore 22,30 - al sabato Cover , Tribute, Dance '70-'80) mi sono ascoltato con gran piacere il live di Armando Corsi. Mamma Mia!!!!


Nel 1947 Nasce a Genova Armando Corsi

“ la chitarra che sorride”

Così gli addetti ai lavori definiscono questo musicista riservato ed apparentemente introverso.
Quarant'anni anni di musica che iniziano nelle vecchie osterie di Genova dove gli anziani si radunavano la domenica tra ballate dialettali e brani classici; che passano attraverso l'America Latina con le grandi compagnie di crociera e tanta attenzione per musicisti come J. Gilberto, A.C. Jobim, A. Piazzolla e giunge a collaborazioni che, partendo da Paco De Lucia, Eric Marienthal Anna Oxa,ecc.. ed arriva fino ad Ivano Fossati con il quale divide quattro anni di tournèe.

Partecipa a varie rassegne, trasmissioni televisive e radiofoniche (7° ediz. Premio Città di Recanati / Raistereonotte / Raitre Suite).


Il 1995 è un anno molto importante per Armando Corsi perchè nasce il suo primo progetto da solista:

" Itinerari "

"Itinerari": un percorso musicale di ampio respiro fra i suoni e le culture del mondo dove Corsi si esprime come compositore, arrangiatore, produttore e naturalmente musicista.

Nel 1997, esattamente dopo due anni dall’uscita del suo primo album ecco il nuovo lavoro: il video “ Anima Latina ”: una novità nel campo dei video didattici per la chitarra perchè mette al centro del discorso la melodia, la caratteristica più tipica della musica latina.
Nel gennaio '98 partecipa alla serata "Sull'amore oscuro e la libertà" con Giorgio Albertazzi e Josep Maria Flotats, organizzata dal Teatro Eliseo di Roma per il 1° centenario della nascita di Federico Garcià Lorca.

Nel gennaio 2002 esce il compact disc " Duende per l'etichetta "Officinae Artist" in collaborazione con Beppe Quirici ed Elio Rivagli.

Nel 2006 collabora con Samuele Bersani scrivendo a quattro mani il brano “ Come due somari” Facente parte dell'album “ l'aldiquà”

Il suo ultimo lavoro artistico “ Buena suerte” ( di prossima uscita) si avvale di ospiti quali: Bruno Lauzi,

( Autore insieme ad Armando del brano “ Sia benedetto il samba”) Mario Arcari, Fabio Vernizzi,

Marco Fadda ecc... In questo lavoro, come sempre,Armando si ispira alla musica latina.

P.s. Buena suerte e buon ascolto


Muddy Waters Live Music

MUDDY WATERS
VIA DEL RAMACETO, 2
CALVARI (GE)
INFO:339/3195614 - 347/5376694
www.muddywaters.it


OhR - Acustico / Jazz / Elettronica



"MusicProduction SoundRecording SoundEngineering"

XXX


giovedì 1 novembre 2007

Enoteca in Musica


Per info: www.monnabianca.com (si ringrazia Raffaele per la proposta musicale)

mercoledì 24 ottobre 2007

MONNA LISA CON CIGLIA E SOPRACCIGLIA

New York, 22 ott. (Apcom) - Di enigmatico non ha solo il sorriso, Monna Lisa nasconde altri segreti. Ne è convinto Pascal Cotte, un ingegnere parigino, che dopo anni di ricerche e dopo aver sottoposto il dipinto di Leonardo Da Vinci a sofisticati esami di laboratorio, giura di aver fatto una scoperta straordinaria: il ritratto più famoso del mondo aveva ciglia e sopracciglia. Di più: in mano aveva una coperta oggi invisibile e la mano sinistra era in origine in una posizione diversa.

Cotte ha analizzato scansioni estremamente dettagliate del dipinto che gli hanno consentito di "vedere" attraverso i diversi strati di pittura. La versione digitale di Monna Lisa, a una definizione di 240 megapixel, rivela tracce del sopracciglio sinistro, cancellati da un restauro compiuto molto tempo fa.

"Con una fotografia si va a fondo nella genesi e nella costruzione del dipinto - spiega Cotte, a San Francisco, inaugurando una mostra sulle sue scoperte - e si comprende come Leonardo fosse un genio".

Bambino, cresciuto a Parigi negli anni Sessanta, Cotte dice di avere passato ore a fissare Monna Lisa al Louvre, la prima volta che si è trovato davanti al dipinto. Ha sfruttato le sue conoscenze in ottica e luce per inventare una speciale macchina fotografica, che gli consentisse di esaminare a fondo l'oggetto della sua ossessione.

Oggi ha 49 anni e dice di avere passato tremila ore ad analizzare i dati delle scansioni che ha fatto al dipinto tre anni fa, nel laboratorio del Louvre.

Gli speciali sensori sono in grado di rilevare la luce sia dallo spettro visibile, che da quello infrarosso e ultravioletto, che non vengono percepiti dall'occhio.

E le scoperte sono straordinarie. - Leonardo ha cambiato idea sulla posizione di due dita della mano sinistra. - Il volto era in origine più largo e il sorriso più espressivo di quello definitivo - Monna Lisa ha in mano una coperta che oggi non è più visibile.

martedì 23 ottobre 2007

Ratatouille


Ve lo consiglio veramente. Grande animazione, ma molto bella anche la storia. Per un amante di animazione come me questo è stato un impressionante film. Bellissimo anchemil corto iniziale. Vi lascio il link del film >>> e della PIXAR >>> dove io vorrei vivere!!

lunedì 30 luglio 2007

Richard Galliano - Tangaria quintet ‘luz negra’

Parte il 17 luglio e si protrarrà fino al 31 la IV edizione di Gezmataz Festival & Workshop 07, la manifestazione genovese dedicata alla musica jazz e alle sue contaminazioni . Ideata e curata dal musicista Marco Tindiglia insieme all’Associazione Culturale Gezmataz, la manifestazione è l’unica in Liguria a coniugare i concerti di grandi artisti internazionali con workshop di perfezionamento per musicisti emergenti . quest’anno si arricchisce.

Richard Galliano - Tangaria quintet ‘luz negra’





Richard Galliano
Fisarmonica
Erede diretto di Astor Piazzolla interpreta, compone ed orchestra una musica derivata dal genere ‘musette’, nella quale si mescolano in apparenza casuale reminiscenze swing, marcati echi di tango grazie alla fondamentale lezione del grande maestro (con il quale Galliano ha appronfondito sia il suo già notevolissimo bagaglio tecnico, sia gli studi armonici e di composizione, e con il quale ha anche inciso un fortunato CD), giri di valzer dei bistrot parigini, ballads di Bill Evans, improvvisazioni di Keith Jarrett e la lezione nera di Parker e Coltrane. Il tutto con un compiaciuto gusto cromatico che riporta alla migliore tradizione francese da Couperin a Debussy e soprattutto a Ravel. Galliano, francese della Costa Azzurra ma di chiare origini italiane, assurto in pochissimi anni ai vertici mondiali del jazz, è il principale artefice del rilancio a tutto campo della fisarmonica quale strumento dalle innumerevoli capaità espressive.

Philippe Aerts
Contrabbasso
Nato a Bruxelles nel 1964, Philippe comincia la sua carriera musicale all`età di 15. Suona con i migliori musicisti scena belga di jazz (Steve Houben, Félix Simtaine, Toots Thielemans, Jacques Pelzere e di molti altri). Ha suonato con musicisti del calibro di Joe Henderson, Joe Lovano, Larry Schneider, Steve Grossman, Tom Harrell, Lew Tabackin, Chet Baker, Lee Konitz, Bob Brookmeyer, Richie Beirach, Mal Waldron, David Kikoski, Charlie Mariano e molti altri. Si è esibito nei maggiori Festival internazionali Northsea, Vienne, Porto, Montreal, Dakar, ecc.

Alexis Cardenas
Violino
Nasce a Maracaibo (Venezuela) nel 1976. Comincia gli studi musicali con José Luis Borda ed entra , nel 1984, al Conservatorio de Música ‘José Luis Paz’ di Maracaibo. Nel 1990 suona come solista nell` Orchestra "Jóvenes Solistas del Zulia’ e nella Orchestra Sinfonica di Maracaibo. Nel 1991, entra a far parte come solista dell` Orchestra Simon Bolivar e dell` Orchestra Sinfonica "de Jovenes de Barquisimeto". Ha partecipato come solista in diversi concerti con le piu` prestigiose orchestre sinfoniche del Venezuela. Suona come primo violino nel settetto di Richard Galliano "Piazzolla forever".

Rafael Mejias
Percussioni
Originario del Venezuela, nel suo repertorio è presente un grande varietà di strumenti di musica tradizionale. Ha iniziato precocemente a suonare percussioni in vari gruppi di musica folkloristica, ed all'età di 15 anni inizia a studiare tromba presso la scuola di musica di San sebastian of los Reyes , che proseguirà presso National Youth Orchestra Jose Felix Ribas dal 1988 al 1990. Nel 1990, si trasferisce a Parigi, ed inizia gli studi presso École nationale de musique of CRÉTEIL fino al 1993, quindi si iscrive al conservatorio di Rueil-Malmaison. È membro del gruppo Colombiano-Venezuelano Recoveco. Suona come vocalist e percussionista nel gruppo latino e di salsa di Orlando Poleo Chaworo.

Clarence Penn
Batteria
Nativo di Detroit, Clarence Penn è uno strumentista virtuoso, affermatosi in tutto il mondo per le eccezionali doti creative. Allievo di un leggendario batterista come Alan Dawson, ha studiato alla Virginia Commonwealth University, collaborando poi con Ellis e Wynton Marsalis. Velocemente impostosi come uno dei migliori solisti e accompagnatori della sua generazione.

mercoledì 25 luglio 2007

Ci siamo visti Mario Biondi...

MARIO BIONDI WITH HIS BAND

Celebrato crooner del nu-jazz italiano, autore della hit This Is What You Are campione di vendite e di qualità , Mario Biondi rappresenta il vero fenomeno musicale del 2007: nella stagione trascorsa con Handful Of Soul dell'indipendente Schema ha conquistato pubblico e classifiche ovunque. Colpiti dalla profondità e dal fervore della sua voce in molti hanno pensato si trattasse di un cantante nero... invece è bianco, siciliano di Catania con residenza a Parma! L’amore per il Rhythm & Blues ed il Soul, stili musicali che apprezza particolarmente e che lungamente praticato in precedenza, gli fanno amare alcuni artisti rappresentativi dell’universo della black music, passato ed attuale, come gli Earth Wind & Fire, Luther Vandross, Lou Rawls, Aretha Franklin, Erykah Badu, Will Downing, Ray Charles (nel cui coro ha pure militato per uno show televisvo anche Mario)... Reduce da una serie di concerti sold out in Europa è attualmente in tour italiano ed alterna esibizioni sia con la band (come a Genova) che con un'orchestra di 40 elementi.: In entrambi le "versioni" spettacolo di gran classe e, come si dice in questi circostanze, di quelli da non perdere...




BOBBY SOUL
& LES GASTONES

Alberto "Bobby Soul" De Benedetti è riconosciuto come uno dei pionieri della Black Music italiana. Dalla fine degli anni '80 è cantante, produttore e deejay. Lega il suo nome ad alcuni gruppi cult della scena indipendente italiana come le Voci Atroci, gruppo accappella dalle vertiginose e bizzarre performance vocali guidato dall'attore musicista Andrea Ceccon, i Sensasciou, gruppo che ha contaminato ritmi giamaicani e afro-americani con la tradizione popolare genovese, Cni Music, poi Premio Tenco 1997, e soprattutto Blindosbarra, probabilmente la più importante formazione funk italiana. L’uscita di “Draghirossi & Buchineri” conferma Bobby Soul quale sacerdote italiano del funk, capace di brillare nella veste di solista dalle venature blues e soul.
Les Gastones accompagnano Bobby Soul dal vivo e sono un quartetto d'eccezione composto da Saverio Malaspina, batteria (Meganoidi), Lucas Bellotti, basso (Sensasciou), Andrea Alesso (Sensasciou), chitarra e Leo Martina, tastiere (Paolo Conte, Blindosbarra).