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venerdì 25 settembre 2009

A Drop of Water

Interessante progetto in titolato A Drop of Water.

Si tratta di un ingegnoso sistema di recupero dell’acqua piovana che dalle grondaie scende verso il basso nei vari tubi di scolo.

Questo prodotto sostituisce una parte del tubo di scolo, e al suo interno è presente un comune annaffiatoio che farà da contenitore per raccogliere l’acqua. In questo modo avremo la possibilità di sfruttare l’acqua piovana per annaffiare le piante del nostro giardino o del balcone.

da blogdesign

martedì 10 febbraio 2009

Risparmiare energia nell'ufficio ecologico


ecoblog:

Ormai credo che la maggior parte di noi faccia un lavoro che comporta l’uso del computer. Una scrivania, un computer. Anche gli studenti non riescono più a farne a meno. E ovviamente consumano energia. Pensiamo a un ufficio, diciamo in cui lavorano 20 persone, con 20 computers accesi per almeno 8 ore, poi la stampante, la fotocopiatrice, il fax, le luci, il condizionatore (o il riscaldamento d’inverno). Direi che un ufficio anche piccolo produce un certo impatto sull’ambiente.

Se ovviamente non possiamo farne a meno, allora vediamo di usare i vari apparecchi con parsimonia. Svecchiare il parco macchine con qualcosa di più recente e più efficiente dal punto di vista energetico è buona cosa (ovviamente pensando anche al recupero e al riuso di delle macchine vecchie, magari anche donandole a scuole o a piccole cooperative, se funzionanti!)

Se non abbiamo in programma di cambiare il “parco macchine”, allora vediamo di usare quello che abbiamo con qualche accorgimento in più. Ovvero usando il buon senso. Spegnendo il computer ogni volta che non ci serve (se andiamo a pranzo o a casa –pare strano ma c’è chi lascia acceso il computer anche di notte!!), e usando la funzione di stand by quando abbiamo qualche breve riunione o lunga telefonata, magari accorciando il tempo di attesa prima che questa funzione parta in automatico. E non dimentichiamoci di spegnere anche la lucetta dello schermo, meno utile del led della tv. Oppure usiamo quegli apparecchi già in commercio che mettono in stand by direttamente le ciabatte a cui attacchiamo le spine della corrente, questo per gli sbadati che si dimenticano le buone pratiche.


Ovviamente non è finita qui. Lo sapevate che mediamente l’illuminazione (spesso inutile e sbagliata) è responsabile anche per un terzo dell’energia consumata in ufficio? Anche qui a volte bastano piccoli accorgimenti per ridurre notevolmente gli sprechi. Non è banale ricordare di sfruttare al meglio la luce naturale, disponendo in modo appropriato le scrivanie e (strano ma vero) pulendo regolarmente i vetri e le lampadine stesse. Il buon senso ci dice anche di stare attenti a luci che rimangono accese inutilmente. In caso di elevata sbadatezza, aggiungiamo temporizzatori o rilevatori di presenze per accendere la luce in zone poco frequentate. E pensiamo anche alla disposizione dei punti luce nelle varie stanze (ovviamente usando lampadine a basso consumo). Spesso i punti luce si concentrano nel mezzo della stanza, ma più punti luce diffusi usando lampadine di minor potenza sono decisamente più efficaci.

Altro tasto (energeticamente) dolente: la climatizzazione. D’inverno 20 gradi in ufficio possono essere sufficienti, se poi lasciamo liberi i termosifoni da ingombri e mobili inutili in modo che l’aria calda possa circolare, e lasciamo anche libere le finestre per sfruttare il sole e creare un benefico effetto serra nelle stanze. D’estate, montate ove possibile le pale da soffitto, e se proprio non volete rinunciare al condizionatore, 5 o 6 gradi meno della temperatura esterna sono l’ideale per avere comunque un ambiente fresco ma una bolletta meno pesante. Preferite poi i condizionatori ad assorbimento, che utilizzano come fonte energetica gas naturale o acqua. Ovviamente non aprite le finestre in entrambi i casi, ma questo era superfluo ricordarlo vero?

Altri consigli alla rinfusa. Usate l’ascensore il meno possibile, non ci pensiamo mai ma consuma parecchio. Andare a piedi ogni tanto (perlomeno in discesa o per un piano o due) fa solo bene alla salute di noi lavoratori sedentari. Discorso simili per recarvi in ufficio, meno usate l’auto meglio è ovviamente. Magari lanciate una specie di car-pooling interno per condividere con i colleghi il trasporto, oltre a ridurre le emissioni in atmosfera potete condividere il fardello del caro benzina e risparmiare qualcosina.

Idealmente, se l’ufficio dovesse affrontare lavori di ristrutturazione, sarebbe utile installare pannelli solari fotovoltaici o perlomeno termici. In ogni caso, in ufficio l’acqua calda ha una utilità limitata, regolate i termostati su temperature intorno ai 30 gradi, per lavarsi le mani è più che sufficiente. A meno che non dormiate in ufficio e vi venga voglia di una doccia, ma spero vivamente di no.

Supporto ergonomico per notebook fai da te

da gadgetblog:

Non fatevi ingannare dal cubo di Rubik nell’immagine, costruire questo supporto per notebook è semplicissimo e soprattutto economico.

Tutto quello che vi occorre è una semplice gruccia o stampella, che dir si voglia, in metallo, per intenderci una di quelle che le lavanderie ci omaggiano quando andiamo a ritirare i pantaloni.

In 7 semplici passi, con solo 3 sapienti pieghe otterrete un supporto originale e funzionale.

Per completare la postazione ergonomica basterà collegare al notebook una tastiera ed un mouse esterni.

martedì 20 gennaio 2009

Hughie Sink, il lavello a-porter di Hughie candidato all’AIDA 2009


da designblog:

Sensibile alla crescente attenzione per le scorte idriche e a soluzioni di design pratiche, economiche ed intelligenti, i creativi dell’Australiana Hughie hanno progettato Hughie Sink, come una sorta di lavello removibile in materiale plastico biodegradabile, a metà strada tra il classico catino utilizzato come supporto per le faccende quotidiane e una soluzione con manici e foro per l’uscita dell’acqua, per soddisfare soluzioni eco sostenibili momentanee o permanenti.

lunedì 19 gennaio 2009

Sottobicchieri da Jon Lane-Smith


Questi sottobicchieri hanno un apposito spazio anche per posare il cucchiaino. Questo oggetto è fatto in gomma ed è disponibile nei colori verde e girgio.

giovedì 15 gennaio 2009

Idee di design per vivere nello studio





venerdì 19 dicembre 2008

Bagalight, le lampade di carta di Liquidesign


Bagalight

I designer che hanno a che fare con l’energia si sa devono avere un’attenzione particolare per le questioni che riguardano il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente. In molti ultimamente si preoccupano non solo di risparmio energetico, ma anche del corredo estetico di una lampada e di quanto la sua produzione e il suo smaltimento possano incidere sull’ambiente.

Il designer Cameron Fry, sotto il marchio Liquidesign, ha ideato una lampada creata a partire da un comune sacchetto di carta marrone. Il profilo di un oggetto luminoso è disegnato sul fianco della busta e permette un gioco di trasparenze. Nella prima versione Bagalight era solo un lampadario, nella seconda diventa abatjour o lume da scrivania. L’ideale, se siete design-addicted, costretti a cambiare arredamento a ogni stagione. Altrimenti puntate su qualcosa di più duraturo. Che non debba essere smaltito nell’immediato.

venerdì 12 dicembre 2008

Un idea per la Marta

mercoledì 10 dicembre 2008

WC con lavandino per risparmiare acqua



da ecoblog:

L’idea è tanto semplice quanto geniale: recuperare l’acqua che si usa per lavarsi le mani in una minicisterna e usarla nello siacquone del water. Lo sciacquone, nonostante la sua necessità igienica, è un vero killer in fatto di consumo di acqua: si è calcolato che ogni giorno nei water finiscano 750milioni di litri di acqua al giorno, per lo più potabile.

Il mini lavandino è montato sulla cassetta dell’acqua del water e mentre ci si lava le mani, l’acqua viene raccolta in una minicisterna che si svuota all’occorenza dell’uso dello sciaquone.

Penso che una simile raccolta e riciclo dell’acqua potrebbe essere adottato nei nostri bagni, magari recuperando anche l’acqua usata per la doccia o quella del lavandino.
Lo produce Caroma.

Le Chiavi d'Oro, ristorante di stile



Non so se ci si mangia bene. Però almeno il ristorante le Chiavi d’Oro di Arezzo ha il pregio di essere bello senza eccessi: un ambiente accogliente dove il calore si sprigiona piano piano, grazie al mix riuscito di materiali caldi e freddi, come il legno insieme a ferro e cromo, ed uno spazio modulato con senso ritmico.

Le seggioline anni ‘50 offrono un dettaglio di stile riuscito, ma il vero tocco di classe resta la boiserie reinterpretata in chiave modernista. Bella ipotesi da sperimentare anche in altri contesti.

sabato 29 novembre 2008

Una borsa anatomica


da designblog:

Il gruppo creativo olandese “XS-M-L” ha realizzato questo interessante progetto. Si tratta di “Square Bag”, una borsa rettangolare provvista di una impugnatura “anatomica”, in quanto ci permette di poterla facilmente “indossare” sulla spalla. Questo modello è disponibile in quattro differenti colori. Consiglio anche la “Paper Bag Single”.

venerdì 28 novembre 2008

Il Decanter Rainman


da designblog:

Rainman è il nuovo originale Decanter di vetro, progettato dalla designer svedese Matilda Sundén Ringnér, in collaborazione con Skruf GlassWorks. Il Glass Design anticonvenzionale di questo oggetto a forma di bottiglia senza collo, rende l’atto di versare il vino una pioggia d’ebbrezza che fuoriesce da fori strategici posti sul dorso. Rainman e la sue suggestive e scenografiche performance, saranno presentate al Formex 2008 di Stoccolma, dal 15 al 18 gennaio 2009.

giovedì 27 novembre 2008

Pipe Light

da designblog:

Pipe Light è un’installazione che lo studio di architettura Triptyque ha realizzato a San Paolo del Brasile, decorando una casa abbandonata con tubi metallici e lampade. I tubi, circondano e avvolgono l’interno e l’esterno della vecchia casa, le cui pareti esterne sono state per l’occasione dipinte di nero, per ottenere un maggior contrasto con l’acciaio e con le luci.

L’effetto è di una pianta cibernetica, un rampicante di acciaio che invade le pareti, si arrampica dentro e fuori, ma che illumina ed esalta le pareti e gli interni vuoti della casa. Il progetto è stato commissionato da “Micasa”, lo store di arredamento e design adiacente alla casa abbandonata per una performance, e le lampade saranno presto in vendita nello store stesso.

mercoledì 29 ottobre 2008

martedì 28 ottobre 2008

Idee di design per vivere nello studio




da designblog:

Avere lo studio in uno spazio diverso da quello in cui abitiamo è un lusso che non tutti possono o vogliono permettersi ma che molti riescono a gestire con stile e ingegno. Soluzioni utili a dividere ed arredare in modo pratico e intelligente lo spazio in funzione del proprio stile di vita. Esempi ragguardevoli sono ovunque e gli Australiani ed i Canadesi di Desire to Inspire hanno contribuito a raggrupparne una piccola galley, nella speranza di “ispirare il mondo, una stanza alla volta”.

Altra soluzione notevole la forniscono i californiani di Because we can, specializzati nell’ottimizzazione del design degli spazi, che iniziano proponendo il loro studio, come esempio del tipo di creatività che sono in grado di offrire ai loro clienti. Iniziative apprezzabili perché le ispirazioni non sono mai abbastanza, gli appartamenti non sono mai troppo piccoli e l’ingegno mai troppo grande.

Desire to inspire >>>

lunedì 4 agosto 2008

Cartesian main



giovedì 24 luglio 2008

Windwheel, il tavolino polifunzionale di Choi Seonghwan


da designblog:

Windwheel è un bel esempio di complemento d’arredo polifunzionale e prodotto estremamente piacevole e versatile.

Infatti, il progetto di Choi Seonghwan è un tavolo che racchiude quattro sgabelli estraibili, i quali sono dotati di scomparti per riporre riviste o altri oggetti.

Un design semplice ed elegante per un complemento capace di arredare con gusto, ma per essere vissuto appieno, in tutte le sue funzionalità

mercoledì 2 luglio 2008

Modern green living



Brio 54 >>>

mercoledì 25 giugno 2008

Caravaggio, la nuova lampada di Cecilie Manz per Lightyears


Caravaggio Lamp, omaggio della designer Cecilie Manz al celebre pittore, è una dei nuovi prodotti lanciati dall’azienda Lightyears.

Disponibile sia nella versione da tavolo che in quella a sospensione, Caravaggio presenta un design lineare ed elegante ed è in grado di arredare con gusto un ambiente domestico, ma anche un locale pubblico.

Entrambe le versioni sono realizzate in acciaio con paralume laccato in bianco o nero lucido e sono dotate di un tubo flessibile che rende questa lampada particolarmente versatile e adattabile a diverse tipologie di funzionalità.

giovedì 19 giugno 2008

Pannelli solari per Glasgow


Da designblog:

Il progetto è firmato dallo studio scozzese ZM Architecture e prevede di realizzare nella città di Glasgow un sistema fotovoltaico galleggiante che possa fornire energia alla città.

Il fiume Clyde è infatti uno degli spazi aperti più grandi della città che avrebbe in questo modo l’opportunità di sfruttare tutte le risorse naturali a disposizione.

Il progetto che ha vinto il primo premio all’International Design Awards ‘Land and Sea’ competition è stato ora preso in considerazione anche dagli amministratori di Glasgow, che, assieme ad un team di esperti, stanno valutando l’effettiva realizzabilità del progetto.