da ecoblog:
Si torna a parlare di tonno , sempre troppo stressato da un sistema di pesca che non tiene conto delle capacità riproduttive e di crescita di questa specie. Greenpeace ha infatti manifestato in occasione della Fiera Europea della Pesca in corso in questi giorni a Bruxelles.
Attivisti dell’associazione si sono incatenati e hanno coperto di reti gli stand di alcuni tra i più grandi commercianti di tonno al mondo: dalla Mitsubishi Corporation (Giappone) alla Ricardo Fuentes (Spagna), dalla Azopardi (Malta) alla Moon Marine (Taiwan). Il tutto corredato da uno striscione con il messaggio in 13 lingue “Il tempo e i tonni stanno finendo”.
Il problema è sempre lo stesso: “L’industria del tonno sta distruggendo gli stock pescando troppo e con metodi distruttivi”, spiega Alessandro Giannì, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia. Il rischio è quello di “collasso delle risorse”. E il dramma non riguarda solo il tonno : “Anche le catture accessorie - pesci e altri animali intrappolati nelle reti e rigettati in mare morti o morenti - sono spesso insostenibili. Di questo passo, le attività di pesca dovranno chiudere”, prosegue Giannì.